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Il 28 giugno 1914 l'arciduca ereditario austriaco Francesco Ferdinando viene assassinato a Sarajevo dallo studente serbo Gavrilo Princip: è questa la causa occasionale del conflitto. Decisa a liquidare qualsiasi influenza politica serba nei Balcani e dopo aver ottenuto, il 5 luglio, lappoggio senza riserve dellimperatore di Germania Guglielmo II, l'Austria rompe le relazioni diplomatiche con la Serbia (25 luglio) e, tre giorni dopo, l'invade. Tra il 29 e il 30 ha inizio la mobilitazione generale russa, alla quale risponde il 31 quella austriaca. La Germania dichiara guerra alla Russia (1° agosto) e alla Francia (3 agosto). La violazione della neutralità del Lussemburgo e del Belgio persuade l'Inghilterra alla dichiarazione di guerra alla Germania del 4 agosto. Il 5 dichiarano contemporaneamente guerra l'Austria alla Russia e la Serbia alla Germania. Intanto, in virtù dell'art. 7 della Triplice Alleanza, dato il carattere offensivo della guerra e la mancata consultazione da parte degli Imperi centrali, l'Italia dichiara la propria neutralità. Da parte sua, la Germania riesce a concludere un patto d'alleanza con la Turchia. Il Giappone, alleato dell'Inghilterra, dichiara guerra alla Germania il 23 agosto, ma il 19 novembre si rifiuta di partecipare al conflitto europeo.
PRIMO ANNO DI GUERRA 1914: FRONTE OCCIDENTALE Il piano di guerra tedesco elaborato da von Schlieffen (1905) e accettato nelle sue grandi linee da von Moltke, generalissimo all'inizio delle ostilità, prevede un'azione risolutiva contro la Francia, con l'invasione del Belgio. Inizialmente il piano tedesco si sviluppa secondo le previsioni, ma la controffensiva francese di Joffre sulla Marna (5-10 settembre) segna la prima battuta d'arresto dell'avanzata tedesca e costituisce uno dei fatti decisivi del primo conflitto mondiale. Intanto von Moltke viene sostituito da von Falkenhayn. A nord si arriva a una seconda battuta d'arresto dopo le battaglie della Somme (20-30 settembre), dell'Yser (18 ottobre-10 novembre) e dell'Ypres (23 ottobre-15 novembre).
1914: ALTRI FRONTI I Russi invadono la Prussia, ma, dopo i primi successi, il maresciallo Hindenburg li costringe a ritirarsi (battaglia dei Laghi Masuri, 9-14 settembre). In Galizia i Russi conducono due grandi offensive e gli Austriaci debbono abbandonare Leopoli, ripiegando sui Carpazi. Dopo la prima offensiva russa, i Tedeschi vengono in aiuto degli Austriaci tentando di accerchiare i Russi, che devono perciò abbandonare l'assedio di Przemysl. Nei Balcani, i Serbi, dopo averla perduta (2 dicembre), riconquistano Belgrado il 16. In Estremo Oriente, i Giapponesi occupano Kiaochow (7 novembre). L'Africa Sudoccidentale Tedesca, il Togo, il Camerun e l'Africa Orientale Tedesca vengono occupati da truppe francesi e inglesi. Il 22 novembre gli Inglesi occupano Bassora in Mesopotamia.
SECONDO ANNO DI GUERRA 1915: POLITICA INTERNA E INTERNAZIONALE È l'anno dell'entrata in guerra dell'Italia e della Bulgaria. Falliti i negoziati (gennaio-marzo) con l'Austria, l'Italia si orienta sempre più verso l'Intesa (patto di Londra, 26 aprile). Il 24 maggio dichiara guerra all'Austria. La Bulgaria si allea con gli Imperi centrali e il 14 ottobre entra in guerra, aggravando la situazione già precaria degli Alleati nei Balcani e provocando il crollo della Serbia.
1915: FRONTE OCCIDENTALE E ITALIANO Sul fronte occidentale le offensive alleate nella Champagne e nell'Artois ottengono modesti risultati. Sul fronte italiano, il nostro esercito, sprovvisto di grandi mezzi offensivi, si adatta fin dall'inizio a una guerra di logoramento. Le prime quattro battaglie dell'Isonzo (23 maggio-7 luglio; 18 luglio-3 agosto; 21 ottobre-4 novembre; 10 novembre-5 dicembre) non intaccano la solidità dello schieramento difensivo austriaco.
1915: FRONTE ORIENTALE Sul fronte orientale si registrano tre gravi sconfitte dellIntesa: a) la disfatta della Russia, sia nella Prussia Orientale (febbraio), dove il Maresciallo Hindemburg riprende lavanzata sui Laghi Masuri, sia in Galizia, dove il Maresciallo Mackensen riesce, con la battaglia di Gorlica, a sfondare il fronte russo e a liberare la regione, sia, infine, in Polonia (maggio-settembre), dove gli eserciti tedeschi costringono i Russi alla ritirata fino al golfo di Riga; la sconfitta russa è il segno più evidente non tanto dellincapacità bellica, quanto della grave crisi politica dellimpero zarista; b) la disfatta della Serbia (ottobre-dicembre 1915), attaccata contemporaneamente dalle truppe austro-tedesche del Maresciallo Mackensen e dalle truppe della Bulgaria, che dai primi di ottobre è entrata in guerra a fianco degli Imperi Centrali. I miseri resti dellesercito serbo in completa disfatta vengono raccolti dalle navi italiane; c) la disfatta dei Dardanelli (febbraio 1915-gennaio 1916), dove lInghilterra e la Francia occupano la penisola di Gallipoli, con lintento di giungere a Costantinopoli per stabilire una comunicazione diretta con la Russia, ma non riescono a mantenere la posizione.
TERZO ANNO DI GUERRA 1916: POLITICA INTERNA E INTERNAZIONALE L'entrata in guerra della Romania (28 agosto), dopo la conclusione di un trattato di alleanza con le potenze dell'Intesa, non procura a queste ultime i vantaggi che si attendevano. Il 28 agosto anche l'Italia dichiara guerra alla Germania.
1916: FRONTE OCCIDENTALE E ITALIANO Teatro della guerra di logoramento tra Alleati e Tedeschi è il fronte francese. Verdun, che Falkenhayn attacca il 21 febbraio, rappresenta per il comando tedesco il perno attorno al quale bisognerà attirare, in una decisiva battaglia di annientamento, le superstiti forze francesi. Con la caduta di Verdun l'intero schieramento francese si scardina. Il 1° luglio, Joffre scatena la battaglia della Somme, che per quattro mesi impedisce ai Tedeschi il massiccio impiego di mezzi da essi previsto a Verdun. Sulla Somme, il 15 settembre appare per la prima volta un nuovo mezzo d'attacco, il carro armato (tank). Nella battaglia gli Anglo-Francesi perdono 550.000 uomini ma i Tedeschi non hanno ottenuto il successo strategico che si ripromettevano a Verdun. Sul fronte italiano, dopo la 5ª battaglia dell'Isonzo (11-19 marzo), l'offensiva austriaca (Strafexpedition, spedizione punitiva) sull'Altopiano di Asiago, iniziata il 15 maggio e proseguita con la presa di Asiago, viene arrestata al Pasubio e alla Valsugana. Seguono la 6ª battaglia dell'Isonzo (6-17 agosto), in cui, con la presa di Gorizia (il 9) gli Italiani conseguono il loro maggiore successo nel settore, la 7ª (14-16 settembre), l'8ª (9-12 ottobre) e la 9ª (31 ottobre-4 novembre).
1916: FRONTE ORIENTALE La Russia, riparate le perdite dellanno precedente, tenta una riscossa. Le truppe russe, al comando del Generale Brussiloff, approfittando del fatto che gli Austriaci hanno stornato dal fronte russo gran parte delle artiglierie per trasportarle nel Trentino, attaccando a fondo lesercito austriaco (giugno-luglio), riconquistando la Galizia e la Bucovina, facendo oltre trecentomila prigionieri. La favorevole situazione militare dellIntesa induce la Romania, in agosto, a scendere in campo a fianco delle potenze dellIntesa per rivendicare il possesso della Transilvania, ma le forze congiunte di Austria, Prussia e Bulgaria annientano lesercito romeno, occupando gran parte della Romania, Bucarest compresa (ottobre-dicembre).
QUARTO ANNO DI GUERRA 1917: POLITICA INTERNA E INTERNAZIONALE Il 1917 è caratterizzato da due eventi fondamentali nella storia della Grande Guerra: l'intervento americano e il ritiro della Russia. La guerra sottomarina a oltranza da parte dei Tedeschi porta gli USA a rompere le relazioni diplomatiche con la Germania e a dichiarare guerra il 2 aprile. Quanto alla Russia, la crisi politica di gennaio precipita l'8 marzo con le sommosse di Pietrogrado e con l'abdicazione dello zar Nicola II (15 marzo). Il 16 Lenin giunge in Russia. Il 7 novembre (o 25 ottobre, secondo il calendario giuliano allora vigente in Russia) l'insurrezione scatenata dai Soviet trionfa a Pietrogrado. Il 26 i Soviet chiedono alla Germania l'armistizio, che viene stipulato il 15 dicembre. Il 20 si iniziano a Brest-Litovsk i negoziati di pace.
1917: FRONTE OCCIDENTALE E ITALIANO Il comando tedesco, contando di piegare gli Alleati con la guerra sottomarina a oltranza, opera un ripiegamento (24 febbraio-13 marzo) sulla linea Hindenburg (Saint Quentin-La Fère). In aprile, dopo un attacco inglese nell'Artois, fallita la grande offensiva di Nivelle, Pétain prende il comando. Sul fronte italiano, dopo l'11ª battaglia dell'Isonzo (17 agosto-15 settembre), che riesce a realizzare una penetrazione di 10 km nel dispositivo nemico, lo Stato Maggiore austro-tedesco decide l'offensiva nel settore dell'Isonzo. L'attacco austro-germanico, iniziato il 24 ottobre, travolge rapidamente le difese e, nella stessa giornata, raggiunge Caporetto. Il 27 il generale Cadorna ordina la ritirata. Gli Austro-Tedeschi occupano Udine (28 ottobre) e passano il Tagliamento (2 novembre), attestandosi sulla sponda destra del Piave. Cadorna viene sostituito da Diaz.
1917: FRONTE ORIENTALE Il vantaggio dellintervento degli U.S.A. è quasi neutralizzato dalla Rivoluzione Russa, che, tra il marzo e lottobre, determinerà un sorprendente cambiamento politico nello scenario mondiale, nonché il completo sfacelo dellesercito zarista. Lattiva propaganda della Germania, che dal dicembre del 1916 aveva scatenato per lEuropa la cosiddetta offensiva pacifista ("né vincitori, né vinti"), la disorganizzazione del governo russo, la corruzione dei pubblici funzionari, lo sforzo immane sopportato dallesercito e il grave disagio economico dei civili provocano i primi tumulti a Pietrogrado (7 marzo). Il governo reprime con la forza linsurrezione, ma le truppe fanno causa comune con gli insorti; i ministri vengono arrestati e lo Zar Nicola II è costretto ad abdicare. La Rivoluzione attraversa tre fasi: a) nella prima il governo passa nelle mani dei costituzionali democratici (i cosiddetti cadetti); b) nella seconda passa nelle mani dei socialisti riformisti (i Menscevichi), con a capo Kerenski; c) nella terza passa nelle mani dei socialisti rivoluzionari o comunisti (i Bolscevichi), con a capo Lenin, il quale rientrato dallesilio, proclama la fine della guerra e la socializzazione della proprietà. Lanno seguente sarà firmata la Pace di Brest-Litovsk (3 marzo 1918). La Polonia, le provincie baltiche, la Finlandia e lUcraina saranno abbandonate in balia della Prussia. La famiglia imperiale, per ordine del Soviet di Mosca, sarà uccisa a Ekaterinenburg il 16 giugno 1918.
QUINTO ANNO DI GUERRA 1918: POLITICA INTERNA E INTERNAZIONALE L'8 gennaio Wilson fissa in "14 punti" le premesse per la futura pace. L'Austria, il 14 settembre, chiede l'armistizio, la Bulgaria lo firma il 28, la Turchia il 30. Il 14 ottobre, proclamano la loro indipendenza i Cechi, poi gli Ungheresi, i Croati e gli Sloveni, mentre l'indipendenza della Polonia verrà proclamata il 7 novembre. L'armistizio italo-austriaco di Villa Giusti viene sottoscritto il 3 novembre e reso noto il 4. Il 9 scoppia la rivoluzione a Berlino: seguono l'abdicazione di Guglielmo II e la proclamazione della Repubblica. Il nuovo governo tedesco firma l'armistizio a Rethondes, l11 novembre. Nello stesso giorno, Carlo I abbandona il potere, il 12 viene proclamata la Repubblica in Austria, il 16 in Ungheria.
1918: FRONTE OCCIDENTALE E ITALIANO Dopo il trattato di Brest-Litovsk, il comando tedesco concentra 200 divisioni sul fronte occidentale e sferra successivamente quattro offensive nella speranza di sfondare il fronte alleato prima che affluiscano maggiori aiuti dagli USA. Le prime due offensive, sulla Somme e nelle Fiandre, vengono arrestate. Nemmeno la terza, dallo Chemin des Dames a Château-Thierry, ottiene risultati decisivi. Il quarto e ultimo attacco tedesco, sulla Marna (15 luglio), si conclude col più completo insuccesso. L'iniziativa passa agli Alleati, che, il 21 luglio, costringono Ludendorff ad abbandonare la linea della Marna. Segue una serie di offensive inglesi, francesi e americane, che porteranno, nel novembre, alla liberazione della Francia e del Belgio. Sul fronte italiano, all'attacco austriaco del giugno risponde la resistenza italiana sul Piave (dal 19 al 29), che segna l'inizio del crollo dell'esercito austro-ungarico. Il comando supremo italiano passa all'offensiva finale il 24 ottobre. Il 30, con la battaglia e la presa di Vittorio Veneto, cessa ogni resistenza organizzata da parte nemica. Il 3 novembre, giorno della resa austriaca, le truppe italiane entrano a Trento e a Trieste.
1918: FRONTE ORIENTALE Nonostante la defezione della Russia, lIntesa inizia unoffensiva contro lesercito austro bulgaro, costringendo la Bulgaria a chiedere larmistizio (30 settembre). In Medio Oriente lesercito inglese appoggia, questa volta apertamente, la Rivolta Araba, travolgendo la resistenza turca e costringendo anche la Turchia a chiedere larmistizio (30 ottobre).
I TRATTATI DI PACE La conferenza di pace, riunitasi a Parigi e tenuta dai "quattro grandi" (il presidente Wilson, Lloyd George, Clemenceu e Orlando), porta, tra il 1919 e il 1920, al trattato di pace di Versailles con la Germania, di Saint-Germain-en-Laye con l'Austria, di Neuilly con la Bulgaria, del Trianon con l'Ungheria, di Sèvres con la Turchia. Gli Inglesi e i Francesi intervengono in Russia nel tentativo, che si rivelerà vano, di rovesciare i Bolscevichi saliti al potere con la Rivoluzione di Ottobre. La conferenza di pace non risolve il problema del futuro della città di Fiume. La Grande guerra ha ucciso otto milioni di uomini, ventun milioni sono i feriti gravi; scompaiono quattro imperi; vengono creati sette nuovi Stati nazionali; leconomia europea resterà sconvolta per anni. |