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Di che reggimento siete

fratelli?

 

Parola tremante

nella notte

 

Foglia appena nata

 

Nell’aria spasimante

involontaria rivolta

dell’uomo presente alla sua

fragilità

 

Fratelli

Prima versione

Di che reggimento siete

fratelli?

Fratello

 

tremante parola

nella notte

come una fogliolina

appena nata

 

saluto

accorato

nell’aria spasimante

implorazione sussurrata

di soccorso

 

Note al testo:

  1. Parola tremante: la parola fratelli che viene pronunciata timidamente nella notte, come una foglia appena nata, è la naturale istintiva (involontaria) ribellione dell’uomo nella condizione di estrema fragilità provocata dall’atrocità della guerra.
  2. Spasimante: straziata dai lampi del fuoco incrociato e dagli scoppi delle armi da fuoco.
  3. Dell’uomo …fragilità: dell’uomo che, a contatto continuo con la morte nel fango della trincea o negli assalti disperati, è diventato consapevole (presente) della sua fragilità, cioè che ha capito quanto sia precaria la sua esistenza: per questo si appella al senso di fraternità, che fa cadere l’odio e fa fiorire una forma di solidarietà al di là dei ranghi di appartenenza.

 

Struttura:

Versi liberi; è presente il solo segno di interpunzione usato da Ungaretti: il punto interrogativo. Rispetto alla prima versione la scansione dei versi nelle strofe viene scardinata, forse per sottolineare la telegraficità, la fugacità e la musicalità del messaggio, pur nella sua pregnanza. Si confrontino le due varianti, che testimoniano la ricerca instancabile della parola "scavata" nel segreto dell’anima. Se i Futuristi propongono le "parole in libertà", Ungaretti va in una direzione opposta: l’aderire alla parola si traduce in una fioritura di varianti per trovare la "parola pura" e per costruire una musicalità; non basta scendere nell’abisso e risalire, bisogna cogliere la musica che è dentro le parole (questa disposizione ungarettiana rimanda al suo amore per la musicalità del verso proprio della tradizione italiana, ma anche alla sua passione per la poesia araba, che è musicale per eccellenza).

 

 

Temi:

In questa lirica il fante-poeta esprime il senso della fragilità dell’esistenza dei soldati. E’ notte. L’aria è squarciata dai lampi e dai suoni della battaglia in corso. Due reparti di combattenti si incontrano sulla linea del fronte. Forse si salutano e si scambiano notizie flash. Il termine chiave della poesia è, però, la parola fratelli, che allude ad uno dei temi fondamentali del primo Ungaretti, dal poeta stesso indicato: la "fraternità degli uomini nella sofferenza". La poesia si snoda come una sorta di commento alla domanda iniziale, che tuttavia rimane senza risposta, perché ciò che conta non è la domanda, bensì la definizione…non il reggimento, ma l’appellativo fratelli. Il cosmopolita soldato Ungaretti, che fin da bambino ha avuto contatti con persone di ogni nazionalità, partito volontario per la guerra, riconosce, a contatto con altri commilitoni, che portano sui volti la sua stessa sofferenza e l’angoscia dei disagi della guerra, l’uomo che è nel soldato e sente pulsare nel suo cuore quel senso di fraterna solidarietà, che lega particolarmente gli esseri umani sradicati ed esposti alle bufere della vita. Quando il buio avvolge tutte le cose e soprattutto le persone, la voce del fante-poeta si leva ad ammonire e a ricordare ciò che molti sembrano aver dimenticato: l’amore per l’uomo…la sola legge che renda fratelli.