Il Cinetoscopio


La prima apparecchiatura che ebbe un certo successo commerciale venne prodotta in America da Thomas A. Edison, il cui laboratorio aveva sviluppato, verso la fine del 1889, una fotocamera a pellicola denominata cinetografo. L'apparecchio utilizzava le prime pellicole con supporto in celluloide inventate da George Eastman per le fotocamere a cassetta Kodak. Edison tagliò la pellicole in strisce larghe 35 mm e vi praticò quattro perforazioni sul bordo del fotogramma. L'attuale pellicola cinematografica era inventata! Le immagini riprese con l'apparecchiatura di Edison vennero mostrate al pubblico nel 1893 con macchine a gettoni, e attraverso una lente, si potevano vedere le sequenze d'immagini. Era nato il cinetoscopio.
Anche se la funzione principale di una macchina da presa cinematografica - effettuare una serie di scatti fotografici - è di fatto simile a quella delle altre macchine fotografiche, la necessità di scattare più fotogrammi al secondo significa che il congegno tecnico deve assolvere al compito di far scorrere velocemente la pellicola attraverso la macchina. Perché scorrano agevolmente su rotoli così lunghi e per un facile riavvolgimento, le pellicole devono avanzare senza interruzioni, ma devono anche necessariamente muoversi in sequenza per permettere l'esposizione di ciascun fotogramma e l'effettuazione dei singoli scatti.
Il trascinamento della pellicola è permesso da uno o più rocchetti dentati attorno ai quali essa gira trattenuta nei denti da rulli pressori; i denti dei rocchetti si agganciano alla perforazione lungo uno o entrambi i lati della pellicola, facendo in modo che questa scorra a una velocità costante. La finestra è una piastra metallica con un'apertura rettangolare, contro la quale la pellicola viene mantenuta piana da dietro con un'apposita flangia di pressione a molla. Davanti alla finestra, l'obiettivo mette a fuoco sulla pellicola l'immagine capovolta del soggetto inquadrato attraverso l'apertura della finestra, che coincide con i contorni del fotogramma sulla pellicola. Nelle macchine da presa, la pellicola scorre in verticale, e l'altezza di ogni fotogramma, più lo spazio tra questo e il fotogramma successivo, corrisponde alla lunghezza di quattro fori. In una macchina fotografica, dove la pellicola è posizionata orizzontalmente, ogni fotogramma occupa la lunghezza di otto fori.
Tra la lente e la pellicola vi è un otturatore che alternativamente si apre per esporre la pellicola attraverso la finestra e si chiude nel momento in cui un nuovo fotogramma si affaccia all'apertura. Un otturatore-tipo consiste in una lamella di forma semicircolare, con un angolo d'apertura di 180°; l'otturatore è quindi aperto per metà del tempo e chiuso per l'altra metà. A 24 fotogrammi al secondo, ciò produce un tempo di esposizione di 1/48 di secondo per ogni fotogramma. In alcune cineprese l'angolo di apertura, e conseguentemente l'esposizione, possono essere modificati variando l'angolo dell'otturatore. Il trascinamento della pellicola è di solito prodotto da un meccanismo a griffa in movimento ciclico continuo, che si inserisce nella perforazione, tira in basso la pellicola di un determinato grado, si ritira durante l'esposizione, e così via. Al fine di garantire che la pellicola sia posizionata accuratamente e rimanga assolutamente ferma durante l'esposizione, molte cineprese sono equipaggiate con perni di regolazione che s'infilano nella perforazione e ancorano la pellicola durante l'esposizione. Per conciliare il trascinamento continuo e intermittente del film, al di sopra e al di sotto della finestra vi sono piccoli occhielli indipendenti

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