Scrittori&giovani
- le radici -
incontro con Bijan Zarmandili
venerdì 27 aprile 2007
Aula Magna Fauser ore 10.30
Con "Scrittori&giovani"
la Provincia di Novara lancia, per il
secondo anno, una proposta forte nel campo della cultura e dell'istruzione
senza dimenticare la valorizzazione del territorio.
Una particolare attenzione è rivolta anche quest'anno alle giovani
generazioni che frequentano le scuole superiori con una formula semplice
ed efficace: gli studenti "adottano" uno scrittore, tra i
più noti del momento, leggono i suoi libri, ne discutono con
gli insegnanti e poi lo invitano tramite la Provincia e lo incontrano
per un confronto tra lettura e scrittura, realizzando così un'esperienza
reciproca di conoscenza.
Alla base del progetto sta un'idea dell'Assessorato all'Istruzione della
Provincia di Novara che si potrebbe sintetizzare così: "Dimmi
qualcosa e me lo dimenticherò, fammi capire e potrei non ricordarmene,
ma coinvolgimi e riuscirò a capire, per chè la conoscenza
non è una formula, è un'esperienza". Ciò è
maggiormente importante all'interno della scuola secondaria superiore
attuale in cui la lettura dei libri può essere una scelta strategica,
rispetto agli altri strumenti di comunicazione, per far nascere il coinvolgimento
emozionale e motivazionale dei giovani, nella convinzione che un'oprera
letteraria fa incontrare i giovani con i loro orizzonti d'attesa e il
loro immaginario: come scriveva Proust, "ogni lettore, quando legge,
legge se stesso".
Bijan Zarmandili è nato a Teheran
nel 1941 ma ha studiato a Roma architettura e scienze politiche. E'
stato per venti anni fra i quadri dirigenti della sinistra iraniana
in esilio e ha partecipato all'opposizione al passato regime dello scià.
Ha cominciato l'attività giornalistica nel 1980, dopo la rivoluzione
islamica, ed è esperto di politica mediorientale per il gruppo
"Espresso" - "Repubblica". Ha pubblicato saggi sul
mondo iraniano e le biografie di Mohammad Mossadegh e dello ayatollah
Khomeini, Documenti di un dirottamento, sul caso dell'Achille
Lauro, e il romanzo La grande casa di Monirrieh.
Nella sua ultima fatica, L'estate è
crudele, racconta la storia di un amore nato e finito ai
tempi della repressione in Iran: la repressione è più
forte degli ideali e dell'amore; in un finale tragico e dolcissimo ritornano
i versi della poetessa Forugh Farrokhazad. La poesia infatti, che della
cultura persiana è elemento fondante, è un fil rouge che
attraversa il romanzo dandogli luce e spessore.
Introduce l'incontro Sergio Ferrario
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