RIORGANIZZAZIONE DEI GRUPPI CLASSE


Al termine del MODULO 1, dall’elaborazione dei questionari sulle aspettative e dall’analisi degli esiti delle verifiche svolte nei vari ambiti disciplinari, si potranno individuare sostanzialmente le seguenti tipologie di alunni :

A. alunni in possesso di abilità di base sufficienti o buone, con aspettative di
specializzazione
B. alunni in possesso di abilità di base scarse, con aspettative di specializzazione
C. alunni iscritti al solo fine dell’assolvimento dell’obbligo scolastico

Sulla base delle diverse "situazioni didattiche" emerse al termine del primo modulo, è possibile dunque riorganizzare i due gruppi classe secondo due modelli di ripartizione degli alunni, ciascuno caratterizzato da punti di forza e punti di debolezza.


I IPOTESI: Riferimento al gruppo classe

Tenendo conto dell’età degli alunni e delle difficoltà iniziali legate all’ambientamento e al nuovo approccio didattico, sembrerebbe preferibile mantenere un gruppo classe fisso di riferimento ripartendo gli alunni iniziali delle due classi prime in due gruppi che chiameremo, per ora, GRUPPO NORMALE (formato dalle tipologie B e C) e GRUPPO AVANZATO (formato dalla tipologia A). Questi due gruppi lavoreranno in modo separato in tutte le discipline tranne in ed. fisica dove formeranno un unico gruppo di lavoro.
Viene tuttavia lasciata aperta la possibilità di scambio tra i due gruppi in modo che, al termine dei vari moduli, si possa decidere il passaggio di un alunno da un gruppo all’altro, in particolare dal gruppo normale al gruppo avanzato. In realtà tale passaggio pare possibile solo entro il MOD.3, ovvero dopo le attività di recupero.

PUNTI DI FORZA:
- verrebbe garantito agli alunni un preciso riferimento psico-pedagogico , ovvero il gruppo classe, allo scopo di attenuare la "sensazione" di disorientamento che molti alunni provano al passaggio nella scuola superiore
- l’intervento didattico risulterebbe più efficace vista l’omogeneità di abilità all’interno del gruppo di lavoro
- ogni alunno, inserito in condizioni didattiche adatte alle proprie capacità, non vivrebbe situazioni di frustrazione, intese sia come percezione di inadeguatezza, sia come percezione di noia riguardo alle attività proposte

PUNTI DI DEBOLEZZA:
- il gruppo normale rischierebbe una composizione "critica" potendo risultare costituito da alunni scarsamente motivati che disturberebbero l’attività didattica
- alunni con abilità di base scarse in alcuni ambiti disciplinari ma non in altri, si vedrebbero comunque penalizzati dall’appartenere a un gruppo classe fisso

II IPOTESI : Riferimento alle discipline
Puntando invece su un’offerta formativa il più possibile individualizzata , si potrebbe adottare un modello che fa riferimento alle singole discipline in modo che ogni alunno, sulla base delle proprie capacità, che possono risultare diverse per ambiti disciplinari diversi, possa frequentare il corso normale o il corso avanzato di ogni disciplina. Per esemplificare, l’alunno Rossi Mario potrebbe frequentare il corso normale di Inglese e di Lettere ed il corso avanzato di matematica e di fisica.
Anche in questo caso è prevista la possibilità di passaggio dal corso normale al corso avanzato (o, in casi particolare anche dal corso avanzato al corso normale). In questa seconda ipotesi non esisterebbe più il gruppo classe e gli alunni delle due classi iniziali si ritroverebbero a formare un gruppo unico solo durante le lezioni di educazione fisica.

PUNTI DI FORZA:
- ogni alunno potrebbe recuperare o potenziare le proprie abilità in modo più efficace
- l’intervento didattico risulterebbe più efficace vista l’omogeneità di abilità all’interno del gruppo di lavoro
- ogni alunno, inserito in condizioni didattiche adatte alle proprie capacità, non vivrebbe situazioni di frustrazione, intese sia come percezione di inadeguatezza, sia come percezione di noia riguardo alle attività proposte

PUNTI DI DEBOLEZZA:
- si potrebbe creare in molti alunni un forte disorientamento per mancanza di un gruppo classe stabile di riferimento
- il corso normale rischierebbe una composizione "critica" potendo risultare costituito da alunni scarsamente motivati che disturberebbero l’attività didattica.

NOTE
1. Si potrebbero sperimentare entrambe le ipotesi lavorando su quattro classi iniziali
2. Si richiede una consulenza tecnica da parte di un esperto (psicologo) sulle possibili ricadute psico-pedagogiche legate ai due modelli di ripartizione.

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