

Laboratorio di teatro
07/08
"Si può fare teatro ovunque, purché
si trovi il luogo in cui viene a crearsi la condizione fondamentale per il
teatro; deve esserci cioè qualcuno che ha individuato qualcosa da dire
e deve esserci qualcuno che ha bisogno di starlo a sentire.
Quello che si cerca, dunque, è la relazione. Occorre che ci siano dei
vuoti. Non nasce teatro laddove la vita è piena, dove si è soddisfatti.
Il teatro nasce dove ci sono delle ferite, dei vuoti, delle differenze, ossia
nella società frantumata, dispersa, in cui la gente è ormai
priva di ideologie, dove non vi sono più valori; in questa società
il teatro ha la funzione di creare l'ambiente in cui gli individui riconoscano
di avere dei bisogni a cui gli spettacoli possono dare delle risposte. Quindi
ogni teatro è pedagogia"
Jacques Copeau
Dopo la positive esperienze degli scorsi anni, conclusi
con le rappresentazioni "Processo alle intenzioni"
(05/06) e "Le identità nascoste"
(06/07), progetti creativi che hann riscosso lusinghieri consensi non solo
tra gli "addetti ai lavori", viene riproposto anche in questo anno
il laboratorio teatrale.
Le lezioni, che partiranno venerdì 19 ottobre 2007, avranno una cadenza
settimanale ( venerdì dalle ore 14.00 alle ore 16.00) e si terranno
nell'aula dei laboratori artistici dell'Itis G. Fauser.
Il laboratorio, curato dall' educatore alla teatralità Gian
Paolo Pirato, oltre a trasmettere tecniche teatrali, avrà
come finalità la formazione dell'attore-persona e lo sviluppo della
creatività.
La scoperta delle proprie qualità naturali avverrà attraverso
un lavoro individuale su se stessi, sia sulla propria fisicità, sia
sul proprio bagaglio emotivo; lavoro che si completerà quando l'allievo,
attraverso il monologo teatrale, si esporrà mostrandosi agli altri.
Tale processo formativo avverrà attraverso due fasi: il monologo e
il dialogo.
Il primo si basa sulla concentrazione, l'osservazione, la fantasia, il corpo
e la voce; il secondo prevede la condivisione dello spazio, il contatto tra
corpi in equilibrio, il sapere ascoltare e comunicare.
Il maestro lavorerà non su ma con l'allievo, il quale dovrà
sfruttare il momento del laboratorio non tanto per l'apprendimento della tecnica
quanto per lo sviluppo della sua creatività.