PERIODIZZAZIONE:
1. REGNO ANTICO (3100 - 2270 a.C.)
2. REGNO MEDIO (2100 - 1700 a. C.)
3. REGNO NUOVO (1550 -1090 a.C.)
4. EPOCA TARDA (1090 -525 a.C.)
5. DOMINAZIONE PERSIANA (525 - 332 a.C.)
6. EPOCA GRECO-ROMANA (332 a. C. - 395 d.C.)
7. EPOCA BIZANTINA (395 - 640 d.C.)
8. EPOCA ISLAMICA (640 - 2001 d.C.)
Abitato sin dall'epoca paleolitica da popolazione composita di camiti e semiti, politicamente
ordinato in regni dal 4000 a. C., fu unificato verso il 3100 da Menes, primo re dell'Alto e
del Basso Egitto, cui seguirono (secondo la cronologia indicata dallo storico egizio Manetone
nel 300 a. C. circa) faraoni di trenta dinastie distribuite in diversi periodi:
1) Antico Regno (ca. 3100 - 2160 a. C.; dinastie I-X): ne furono capitali Thinis e
Memphis e si segnalano i faraoni Cheope, Chefren, Micerino (Kufu, Kafre, Menkaure),
costruttori delle piramidi di El-Gîza; i possessi egizi si estesero durante le dinastie III-V sino alla Palestina.
La piramide a gradoni di Zoser a Saqqara (Antico Regno)
La Sfinge (Antico Regno) a El Ghiza, sullo sfondo la grande piramide
(di Kufu o Cheope)
2) Medio Regno (ca. 2100-1700 a. C.; dinastie XI-XIII): ebbe per capitali Tebe e Xois;
fu riordinato lo Stato mediante una vasta burocrazia; i faraoni attesero soprattutto al miglioramento
dell'agricoltura con grandi lavori d'ingegneria idraulica. Sesostri III conquistò la Nubia e la Palestina meridionale.
Tribù semitiche, gli Hyksos, quando già l'Impero era in decadenza, s'impadronirono del Delta (1680)
e vi si mantennero per un secolo.
Gesso del Faraone Mentuhotep
(Medio Regno)
3) Nuovo Regno (1550-1090 a. C.; dinastie XVIII-XX): ne furono capitali, oltre Tebe, Tanis e Sais.
Il faraone Amosis della XVIII dinastia cacciò gli Hyksos. Durante i regni di Thutmosi I e III il dominio
egizio si estese a Cipro, alla Siria e alla valle dell'Eufrate. tra il 1308 e il 1090 si colloca l'epoca
dei Ramessidi; Ramsete (Ramses) II combatté contro gli Ittiti (1278 a. C.); Ramsete (Ramses) III respinse
definitivamente i popoli del mare invasori del Delta.

Tempio di Ramses II ad Abu Simbel (Nuovo Regno)
4) Epoca Tarda (1090 - 525 a. C.): dalla XXI alla XXV dinastia intercorse un periodo di decadenza durante
il quale il Paese fu successivamente soggetto alla dominazione dei Libi, degli Etiopi e degli Assiri. Ritornato
indipendente, durante la XXVI dinastia, detta saitica, conobbe un periodo di prosperità e si aprì
alla penetrazione dei Greci.
5) Dominazione Persiana (525-332 a. C.; dinastie XXVII-XXX): conquistato da Cambise, l'Egitto fu soggetto alla Persia
o a dinastie persiane fino alla conquista di Alessandro Magno (332).
6) Epoca Greco-Romana (332 a. C. - 325 d. C.): il re macedone Alessandro Magno fondò
Alessandria, destinata a uno splendido avvenire culturale e commerciale sotto la monarchia ellenistica dei Lagidi,
che resse il Paese imponendovi il predominio dell'elemento greco-macedone. Caduto sotto il dominio romano dopo la
sconfitta di Antonio e Cleopatra ad Azio (31 a. C.), l'Egitto entrò a far parte dell'Impero Romano come provincia,
nel 395 d. C.
7) Epoca Bizantina (395 - 640 d. C.): sotto Costantino, primo imperatore romano cristiano, si era costituita
la diocesi d'Egitto, nel 324. Alla divisione dell'impero romano, l'Egitto si trovò a far parte dell'impero romano
di oriente, divenendo dipendente da Bisanzio.
8) Epoca Islamica (940-2001 d. C.): l'Egitto fu conquistato dagli Arabi nel 640 d. C. e ne assimilò la religione
e la lingua; sottratto alla dipendenza dei califfi, sotto i Fatimidi (968-1172) divenne uno dei centri più
importanti del mondo islamico; Saladino, capostipite degli Ayyubidi (1172), ne estese i possessi alla Siria,
alla Mesopotamia e all'Africa settentrionale, portando l'Egitto musulmano al suo massimo splendore. Dal 1250
fu governato dai Mamelucchi, che introdussero un regime feudale, il quale avviò un rapido processo di decadenza,
culminato, nel 1517, con la conquista ottomana; ripreso il potere nel corso del sec. XVIII, i Mamelucchi furono vinti
da Napoleone (1798-1801) e definitivamente spodestati da Mohammed Alì (1811), che, ottenuta dalla Porta d'Oro
(Impero Turco) l'investitura del principato ereditario d'Egitto (1841), promosse il rinnovamento civile ed economico
del Paese, al quale fu unito il Sudan. Sotto il nipote Isma'il (1863-1879) si accrebbe l'influenza economica
anglo-francese in conseguenza dell'indebitamento dell'Egitto per la vasta mole di lavori intrapresa, tra cui
l'apertura del Canale di Suez (1869). La reazione nazionalista e xenofoba che ne seguì provocò l'occupazione
inglese "di fatto" (1882). Dichiarato protettorato nel 1914, l'Egitto ottenne l'indipendenza nel 1922,
ma la Gran Bretagna riuscì ad imporre particolari condizioni politiche e militari che le diedero il
controllo del Paese oltre che del Canale. Coinvolto nel secondo conflitto mondiale, il Paese fu parzialmente
occupato dalle forze italo-tedesche, respinte dagli Inglesi nel 1942. Dopo il 1945 assunse una posizione di
primo piano tra gli Stati della Lega Araba e con essi partecipò alle operazioni contro Israele (1948); i
rovesci militari subiti e l'avversione suscitata da re Faruk per la sua condotta politica succube di Londra
portarono al colpo di Stato militare del 1952 e alla proclamazione, l'anno successivo, della Repubblica, di
cui il generale Naguib assunse la presidenza. Nel 1954, deposto Naguib, il governo passò nelle mani di Nasser, che inaugurò un corso politico ventennale all'insegna del panarabismo e della
modernizzazione delle strutture economiche nazionali, nonché sociali e culturali; nel 1956 procedette alla
nazionalizzazione del Canale di Suez, provocando l'intervento anglo-francese e l'occupazione del Sinai da
parte di truppe israeliane. Ottenuto lo sgombero del Canale, grazie all'intervento dell'ONU, Nasser iniziò
una politica di avvicinamento all'URSS. L'unione politica dell'Egitto con la Siria e lo Yemen (RAU), concordata
nel 1958, si sciolse nel 1961 per decisione della Siria. Nel 1967, l'Egitto affrontò una nuova disastrosa guerra
con Israele, conclusa con un armistizio dettato dalle Nazioni Unite e la perdita del Sinai. In seguito il Paese
strinse un'alleanza politico-militare con l'URSS per ricostruire le sue forze armate e riprendere forza contrattuale
nelle prospettive di negoziato con Israele. Nasser morì improvvisamente nel settembre 1970, lasciando il potere
nelle mani di Anwar as-Sadat, il quale abbandonò la politica filosovietica. Nel 1973 l'Egitto aprì le ostilità
contro Israele (6-22 ottobre) e superò la linea Bar-Lev sul Canale, ma ricevette un grave colpo presso i Laghi
Amari subito dopo. Raggiunta una tregua grazie all'intervento delle grandi potenze, nel 1974 l'Egitto accettò
di firmare un accordo di disimpegno con Israele per il Sinai e, nel 1975, riaprì il Canale di Suez al traffico
mercantile. In politica estera, Sadat giunse a una rottura quasi completa con l'URSS e rafforzò i legami con
Washington, Londra e Parigi. Nel 1978 firmò a Camp David gli accordi con il premier israeliano Begin che
portarono alla pace del 1979, in seguito alla quale l'Egitto venne espulso dalla Lega araba su proposta dei
Paesi del 'fronte del rifiuto'; reintrodotto nel 1980 il multipartitismo, Sadat venne assassinato l'anno seguente
da fondamentalisti islamici; gli succedette H. Mubarak, che moderando i toni filo-occidentali della politica estera
egiziana, pose le condizioni per la reintegrazione dell'Egitto nella Lega araba. Nel corso della guerra del Golfo del 1990-1991, l'Egitto pur schierandosi con il fronte
anti-iracheno, sostenne a lungo la necessità di una soluzione araba della crisi, senza interventi occidentali.
Dal 1992 al 1993 si è intensificata l'agitazione dei fondamentalisti islamici nel paese. Nonostante questo, il
presidente Mubarak partecipa attivamente tuttora, in qualità di mediatore, ai difficili colloqui tra Israeliani e
Palestinesi, voluti dal presidente degli U.S.A. Bill Clinton, per una sistemazione dei territori nelle rispettive
aree di influenza, collaborando per sventare le azioni terroristiche, che ne minacciano quotidianamente l'attuazione.
Nel settimo millennio della sua storia, l'Egitto è ancora quel "ponte" tra occidente e oriente, tra passato e
futuro: tutto il Medio-Oriente utilizza l'energia elettrica che proviene dalla centrale della diga di Assuan,
alimentata dalle acque del lago Nasser (un "dono" del Nilo). Tutto il mondo arabo attende i risultati della
"mediazione impossibile".
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