Anno scolastico 1994/1995 Classi 2^A / 2^C
PROGETTO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE
ECORISI
Indagine sulla ecocompatibilità delle tecniche usate nella risicoltura
A cura di: Elena Porzio Docente di Scienze
SCHEDA TECNICAIL PROGETTO ALLA LUCE DEGLI INDICATORI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE
VALUTAZIONE GLOBALE DEL PROGETTO
SCHEDA TECNICA
Classi coinvolte: 2^A - 2^B
Docenti coordinatori: Elena Porzio (Scienze) - Sergio Ferrario (Lettere)
Durata: annuale
Discipline coinvolte: Lettere, Storia, Scienze, Chimica, Matematica
Collocazione temporale nell'anno scolastico: secondo quadrimestre
Valutazione costo globale : £ 1400000
Assistenza tecnico- didattica e collaborazioni :
Scala dei tempi: Strumentazioni ed ausili didattici:
Modalità di presentazione del lavoro svolto : Analisi del contesto e rilevanza del problema
Definizione degli obiettivi
2. Obiettivi comportamentali : per tali obiettivi si fa riferimento a quanto riportato nella
premessa
Criteri e strumenti di valutazione
ANALISI DEL PERCORSO
- Associazione Est Sesia per consulenza specifica sul tema della risicoltura nella " Bassa novarese"
- Ente Nazionale Risi per dati di produzione
- USSL 51 , Ufficio di igiene per consulenza sull’analisi delle acque
- Prof. Carlo Fanesi dell’I.t.i.s. " Omar " di Novara per campionamento acque e analisi di laboratorio
- Prof. Marina Tesauro , biologa, per consulenza biologica sull’ecosistema risaia e campionamento
organismi
- Prof. Paola Battioli dell’I.t.a. " Bonfantini " di Novara per la consulenza agronomica
- Fase di studio ( Gennaio / Febbraio )

- Fase operativa (Aprile)
- Fase conclusiva (Maggio)
- materiale bibliografico locale e generale sulle tematiche affrontate
- lavagna luminosa per proiezione lucidi
- strumentazione di laboratorio per analisi acque
- microscopi per osservazione organismi campionati in risaia
- macchina fotografica
- computer per elaborazione di grafici sui dati raccolti e stesura relazione finale
- diapositive
- mostra interna all’istituto
- conferenza stampa
SCHEDA DIDATTICA
L’idea del progetto è nata dall’osservazione del paesaggio rurale limitrofo alla scuola
in cui l’elemento caratterizzante è appunto la risaia. Ci si è voluti interrogare sulla
dimensione dell’impatto ambientale dovuto alle tecniche di coltura del riso in una zona
storicamente ed economicamente risicola quale la " Bassa Novarese ".
Si è ritenuto opportuno problematizzare l’argomento con i ragazzi cercando di individuare
un quesito a cui il progetto avrebbe dovuto dare risposta : " Le tecniche utilizzate oggi
nella pratica della risicoltura sono ecocompatibili? " ; da qui è nato l’acronimo Ecorisi.
Si è arrivati alla definizione del problema stimolati dalle ripetute polemiche ricorrenti ad
ogni semestre estivo sulla potabilità dell’acqua in conseguenza dell’uso di prodotti chimici
utilizzati nella pratica del diserbo del riso.
Dal punto di vista didattico l’oggetto del
nostro studio si presentava come fortemente interdisciplinare coinvolgendo materie quali Lettere,
Storia, Scienze della Terra, Biologia, Chimica, Matematica ed inoltre l’ambiente naturale da
studiare risultava facilmente esplorabile data la vicinanza delle risaie alla scuola.

1. Obiettivi cognitivi:
Essendo partito come progetto pilota in via sperimentale nel nostro Istituto, prima della
introduzione ufficiale dell’AdP nei nuovi programmi ministeriali del biennio degli istituti
tecnici, è risultato assai difficile coinvolgere nell’iniziativa l’intero consiglio di classe,
per cui, il momento della valutazione degli studenti è ricaduto unicamente nell’ambito delle due
discipline insegnate dai docenti coordinatori del progetto, ovvero l’insegnante di Lettere e
l’insegnante di Scienze.
Per la valutazione del raggiungimento degli obiettivi cognitivi si sono utilizzati metodi e
strumenti diversificati quali : il controllo degli appunti e degli schemi elaborati dagli allievi
in sede di conferenze o interviste; la trasmissione orale delle conoscenze acquisite da ciascun
gruppo agli altri gruppi; le attività di laboratorio e la stesura di relazioni a carattere scientifico;
colloqui orali e prove scritte per la verifica dell’acquisizione di contenuti disciplinari; i materiali
finali esposti alla mostra nonché le relazioni dei singoli gruppi.
Per quanto riguarda invece gli obiettivi comportamentali , non avendo predisposto opportune
griglie di osservazione, ci siamo limitati a registrare, di volta in volta, gli atteggiamenti
generali degli alunni
in riferimento al contributo individuale al lavoro di gruppo ( per esempio: recettivo, propositivo
, apatico, conflittuale, collaborativo, leader democratico, leader autoritario...).
Fase di studio
1. Definizione del problema e progettazione del lavoro
Inizialmente si è fatta chiarezza su quale fosse il problema da studiare tramite un’attività
di brain -storming che aveva lo scopo di raccogliere tutte le idee, le conoscenze, i preconcetti
che gli studenti avevano circa l’argomento da analizzare. Successivamente si sono stabilite
insieme le modalità ed i tempi di lavoro ritenendo utile suddividere il campo di indagine in
ambiti di studio minori ed affidare a gruppi di lavoro l’approfondimento di ogni ambito. Si
sono così individuati cinque gruppi facenti capo ad altrettanti settori di approfondimento :
2. Raccolta dati e informazioni
Docenti ed alunni insieme si sono attivati nella ricerca di fonti bibliografiche e di esperti disponibili a collaborare alla realizzazione del progetto.E’ stato raccolto materiale bibliografico di natura diversa : articoli su giornali locali, monografie specifiche, testi scolastici, riviste specializzate, etc. Si sono avute invece informazioni preziose e qualificate dagli esperti che hanno tenuto lezioni agli studenti e che hanno svolto il ruolo di guida durante le uscite sul campo o nelle attività di laboratorio.
Fase operativa
1.Uscite sul campo
Sono state effettuate diverse uscite con le due classi interessate o solamente con qualche
gruppo di studenti, a seconda dei casi , allo scopo di raccogliere il materiale da analizzare
in laboratorio, fare interviste agli agricoltori, oppure raccogliere ulteriori informazioni
direttamente sul territorio.

2. Attività di laboratorio
Nel laboratorio di Scienze dell’Istituto sono stati osservati vari tipi di organismi prelevati
in risaia e classificati con l’uso di chiavi dicotomiche.
Nel laboratorio di chimica dell’I.T.I.S. " Omar " di Novara sono state invece eseguite le analisi
sui campioni di acqua relative a parametri aspecifici-redox , O.D. / C.O.D e specifici quali la
presenza di composti ammoniacali che sono risultate conformi ai parametri stabiliti dalle normative
vigenti.
Nota : non è stato invece possibile, come supposto in fase di progettazione, dosare quantitativamente
la presenza di diserbanti nei campioni di acqua prelevati in quanto nessun laboratorio né pubblico
né privato ci ha dato la disponibilità ad eseguire tali analisi visti gli elevati costi di esecuzione.
Fase conclusiva
1. Interpretazione dei dati delle fasi precedenti alla luce delle conoscenze acquisite
Si è trattato di sistematizzare tutti i dati raccolti ed organizzarli in grafici e tabelle con
l’aiuto del calcolatore. Ogni gruppo ha prodotto una relazione finale del proprio lavoro che,
assemblata con quelle degli altri gruppi, ha dato vita ad un opuscolo informativo dell’indagine
svolta.
2. Allestimento mostra
I vari gruppi hanno prodotto dei materiali illustrativi dell’esperienza didattica effettuata
sottoforma di cartelloni e documentazioni fotografiche che sono stati esposti all’interno
dell’Istituto .
3. Conferenza stampa
Sono stati invitati a scuola giornalisti della stampa locale per dare diffusione al progetto
svolto e tentare un raccordo tra esperienze scolastiche ed extra-scuola.
IL PROGETTO ALLA LUCE DEGLI INDICATORI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE
Rileggendo il progetto alla luce degli indicatori di E.A. è possibile evidenziare quegli aspetti che hanno rappresentato dei punti di forza dell’itinerario svolto e quelli invece che si sono rivelati elementi di difficoltà.
Punti di forza
1. Senza dubbio l’indicatore che si è messo in luce con più chiarezza è stato " Scuola - Territorio
" inteso sia come lavoro sul campo. sia come relazioni con l’extra-scuola. Grazie infatti ai
rapporti con enti ed associazioni presenti sul territorio, i ragazzi hanno avuto modo di conoscere
ed interagire con soggetti esterni al mondo scolastico riducendo in parte il divario esistente
tra il sistema scuola ed il sistema extra-scuola.
2. Il Lavoro sul Campo ha rappresentato un momento formativo fondamentale del percorso svolto s
per l’implicazione emotiva dei soggetti coinvolti sia perché ha offerto la possibilità di cogliere
altri due indicatori rilevanti di E.A.: la Complessità e la Flessibilità. L’analisi dell’ecosistema
risaia e dell’effetto procurato su di esso dall’introduzione di " variabili umane ", ha indotto
gli studenti ad interiorizzare il concetto di rete di relazioni superando così l’idea di sistema
come semplice somma delle parti. La comparsa inoltre di imprevisti sia naturali (periodo di siccità
che ha ritardato l’allagamento delle risaie ) sia tecnici ( impossibilità di realizzare analisi
quantitative dei diserbanti ) li ha indotti a modificare il percorso stabilito trovando altre strade
più adatte alla nuova situazione creatasi ( proprio come avviene in natura ).
3. Lo studio di un problema complesso li ha fatti riflettere sulla necessità di far interagire
vari tipi di conoscenze disciplinari che solo insieme possono concorrere alla ricerca di una
soluzione globale facendo emergere con forza l’indicatore Trasversalita’ che nelle normali attività
didattiche solitamente non si concretizza.
Elementi di difficoltà
Tra tutti, l’indicatore che è emerso in modo meno evidente è stato il Cambiamento non tanto
inteso in senso cognitivo, quanto in senso comportamentale. I ragazzi infatti hanno dimostrato
un cambiamento almeno nel modo di pensare per esempio in relazione all’agire localmente ma al
pensare globalmente. Questo aspetto è emerso nel momento in cui gli studenti si sono trovati ad
elaborare delle considerazioni circa l’aumento del numero delle zanzare in questi ultimi anni;
tra le possibili cause di questo fenomeno hanno ipotizzato la diminuzione della competizione da
parte di organismi predatori. Rane ed altri anfibi presentano uno sviluppo larvale acquatico; a
causa delle asciutte praticate per il diserbo, molto spesso si verificano morie di girini ma anche
delle uova stesse. Ultimamente, con l’introduzione di nuove metodiche di lavorazione che prevedono
il diserbo con la camera allagata, il problema potrebbe in parte risolversi in quanto non verrebbe
più pregiudicato lo sviluppo larvale dei predatori di tali insetti. A loro volta, altri ordini
di insetti, come gli Odonati, per esempio, o certi generi di Coleotteri, sono predatori delle larve
di molti Ditteri; il loro ciclo vitale tuttavia è molto più lungo rispetto a quello delle zanzare
ed i periodi di colonizzazione di un ambiente nuovo sono maggiori. Con le pratiche agricole in uso
attualmente, i canali irrigui delle risaie rimangono asciutti per gran parte dell’anno; di
conseguenza la colonizzazione di questi ambienti da parte di organismi predatori è molto difficile
e sicuramente lenta. Di fronte a questo esempio locale di interazione uomo-ambiente, che vede
nella componente antropica un elemento di alterazione dell’equilibrio naturale di un ecosistema,
i ragazzi hanno percepito con chiarezza la dimensione delle conseguenze delle scelte umane a
livello planetario.
Ma a livello dei comportamenti, quali cambiamenti ci sono stati ? e come verificarli ?
Certamente lo sviluppo annuale del progetto non ha favorito questo tipo di indagine, dal momento
che gli studenti,al passaggio nel triennio, cambiano quasi totalmente l’équipe di insegnanti,
ma comunque rimane il problema di predisporre degli strumenti di verifica idonei a valutare se
e quali modifiche siano intervenute negli atteggiamenti dei ragazzi in modo da farli risultare
coerenti con le conoscenze acquisite.
VALUTAZIONE GLOBALE DEL PROGETTO
Considerazioni generali
Il tema da noi scelto per lo sviluppo di un progetto di educazione ambientale si è rivelato
troppo vasto e tecnicamente impegnativo per poter essere studiato in modo approfondito nel corso
di un unico anno scolastico. Certo ha reso coscienti gli allievi circa le difficoltà che si
presentano nello studiare un problema complesso e circa la necessità di integrare più saperi per
approdare a possibili soluzioni, tuttavia ci siamo resi conto che, per arrivare a qualche conclusione
concreta proponibile dai ragazzi, è auspicabile orientarsi verso problemi più delimitati e meglio
compatibili con i tempi previsti per la realizzazione del progetto ( almeno per il biennio).
-La distribuzione del monte ore previsto per il progetto nell’ambito del normale orario curricolare
non si è rivelata molto efficace; l’attenzione e l’impegno nel lavoro di gruppo risultava disturbato
da altre emergenze giornaliere quali compiti in classe o interrogazioni facendo risultare le ore
di AdP quasi un momento di riposo. Riteniamo invece più efficace un modello orario concentrato in
pacchetti di tre o quattro giorni in cui gli studenti siano impegnati esclusivamente alla
realizzazione del progetto.
Il vissuto degli studenti
Al termine del progetto abbiamo somministrato agli allievi di entrambe le classi un questionario
di valutazione sul lavoro svolto. Le risposte dei due gruppi classe sono risultate praticamente
sovrapponibili:
- il tipo di attività svolta è risultata mediamente più interessante delle normali ore di
lezione e più gratificante in quanto ha garantito un coinvolgimento più diretto degli studenti
nella costruzione di conoscenza e abilità nuove;
- le modalità di lavoro e di ricerca utilizzate durante il progetto hanno rappresentato, per
molti studenti, un’occasione per affinare il metodo di studio;
- tra le varie attività, quelle meno interessanti sono state le conferenze degli esperti e
l’indagine bibliografica ( molto simili, del rest,o alle consuete attività didattiche) mentre
particolarmente coinvolgenti sono risultate le uscite sul campo, le attività di laboratorio e
l’allestimento della mostra;
- la maggior parte degli alunni ha sottolineato la difficoltà nel gestire in modo razionale ed
efficace il lavoro dei gruppi anche se una elevata percentuale di essi ha espresso un giudizio
ampiamente positivo circa il contributo personale dato al gruppo;
- pur avendo condiviso , in linea di massima, la motivazione, gli obiettivi e i metodi del progetto
, una buona percentuale di studenti ha suggerito di proporre una rosa di argomenti all’interno
della quale poter effettuare una scelta più autonoma da parte della classe.
Il vissuto degli insegnanti
L’esperienza di ricerca-insieme effettuata con gli studenti nell’ambito del progetto,
personalmente, è risultata molto formativa in quanto ha permesso di andare oltre i ruoli
predefiniti di docente e allievo stimolando la cooperazione tra le parti, finalizzata al
tentativo di trovare, insieme, delle possibili risposte al problema; situazione, questa, che
solitamente non si verifica durante le normali ore di lezione.
Non altrettanto gratificante si è rivelato invece il rapporto di cooperazione con i colleghi dei
due consigli di classe che, nella grande maggioranza, si sono limitati a cedere le proprie ore
di lezione senza interagire con i propri studenti , quasi considerando decaduto, in quell’occasione
, il loro ruolo di docenti. Emerge quindi con forza la necessità di chiarire all’inizio del progetto,
la suddivisione dei ruoli all’interno del consiglio di classe recuperando senz’altro, dove possibile,
le competenze disciplinari degli insegnanti , ma sottolineando comunque l’importanza di un loro
coinvolgimento a livello metodologico-didattico. In effetti, per superare le difficoltà di
coinvolgimento dei docenti, sarebbe opportuno raggiungere un maggior livello di collegialità
nella fase di progettazione ed organizzazione del lavoro in modo da costituire sin dall’inizio,
una vera equipe di lavoro.
