Progetto "La Classe Virtuale"
Quale giudizio finale da parte dei docenti?
A conclusione del progetto "La Classe Virtuale" i docenti del Consiglio di Classe Virtuale hanno espresso un giudizio complessivo sul lavoro svolto.
I docenti della classe 2F del Fauser di Novara hanno proposto una prima serie di
INDICATORI PER LA VALUTAZIONE DEL PROGETTO DAL PUNTO DI VISTA DEI DOCENTI
Sulla base di questi indicatori è iniziato un confronto che è stato caratterizzato da due fasi:
1. Questionario per la valutazione comparata del progetto
Per dare una maggiore oggettività alla valutazione complessiva del progetto, su proposta dei docenti della classe 2B di Follonica, i gruppi di docenti di ciascuna classe, hanno compilato uno stesso questionario di valutazione finale, i cui risultati sono stati raccolti in una apposita tabella
2. Considerazioni in libertà da parte dei docenti partecipanti al progetto
Ogni gruppo ha poi espresso il proprio parere, evidenziando giudizi differenziati e articolati.
I docenti della classe 2F dell'ITIS Fauser (Novara) hanno espresso un giudizio complessivo non positivo
"Diciamo subito che la nostra valutazione complessiva non è positiva: l’idea di fondo della "classe virtuale" ci piace, è davvero un’idea forte, con notevoli potenzialità didattiche, ma la sua realizzazione concreta ci è sembrata deludente.
In particolare, troviamo negativo il rapporto costi / benefici: l’impiego di tempi, risorse umane e materiali ci è apparso sproporzionato rispetto agli effettivi risultati ottenuti. E per sgombrare subito il campo da vecchie diatribe, diciamo subito che parlando di risultati ci riferiamo non solo e non tanto ai prodotti realizzati (che hanno comunque una loro dignità) ma soprattutto al famoso "processo".
Secondo noi i limiti di Classe Virtuale derivano soprattutto da due fattori:
- errori insiti nel progetto
- errori di funzionamento del CdC virtuale"
Nell'analizzare in dettaglio alcuni aspetti che non hanno funzionato a dovere, i docenti della 2F dell'ITIS Fauser hanno evidenziato soprattutto carenze relative a:
organizzazione del lavoro nei GR e nei GV (squilibri nella suddivisione dei compiti tra i coordinatori dei gruppi e nell'alternanza tra il lavoro in rete e in presenza);
condivisione degli obiettivi (difficoltà a distinguere il lavoro collaborativo dalla comunicazione telematica pura e semplice)
scelta dei temi e dei prodotti (eccessiva rigidità nel vincolare la scelta dei temi alla tipologia di prodotto; poca comunicazione tra i quattro gruppi in cui si è suddivisa la Classe Virtuale)
fasi e tempi (troppo il tempo dedicato alla contrattazione rispetto a quello dedicato allo sviluppo effettivo delle attività)
valore aggiunto della telematica (difficoltà a evidenziare le differenze tra la comunicazione a distanza e la comunicazione in presenza)
Viceversa i docenti della classe 2B dell'ITC Fibonacci (Follonica) hanno espresso una valutazione "complessivamente positiva" pur riconoscendo alcuni malfunzionamenti:
Il punto critico che individuiamo è quello di aver sottovalutato, in fase di progettazione il problema delle strategie da utilizzare, almeno in fase due e tre, per raggiungere gli obiettivi prefissati. L' organizzazione e le modalità da adottare sono state discusse, un po' in area Docenti un po' in Indagine e Racconti, troppo a ridosso dell'inizio delle fasi 2 e 3, con ritmi concitati perché volevamo rispettare le scadenze temporali stabilite; di conseguenza non c'è stata una piena condivisione. Questa debolezza si è riverberata sui coordinatori che spesso hanno preso decisioni quasi "in solitario".
Sostanzialmente analogo il giudizio dei docenti della classe 3ST dell'ITIS Gastaldi (Genova) che affermano, tra l'altro:
A ben vedere infatti, molti degli "errori" segnalati da Novara (così come quello proposto da Follonica) rientrano nella categoria degli "errori positivi" in quanto osservabili e correggibili (non si sa bene dove e quando, ma il fatto che lo siano è di per se stesso positivo come metodo didattico generale, in presenza e a distanza).
... abbiamo innanzitutto ragionato su cosa ha funzionato sul versante studenti/classi. Tre cose su tutte:
* La constatazione delle "differenze" (di persone, di stile, di vita quotidiana, scolastica e di realtà sociale) che hanno caratterizzato tutte le fasi, a partire dalle presentazioni. Sarà poco, ma certo una cosa è leggerlo sui libri, altro "toccarlo con mano" come ci sembra sia accaduto in Classe Virtuale.
* Nel giudicare la valenza formativa della mediazione bisogna far attenzione a non gettare via il bambino con l'acqua sporca. Non l'abbiamo gestita bene, l'abbiamo tirata per le lunghe, però nella fase 2 sono stati evidenziati aspetti (e sviluppate abilità personali) come difficilmente saremmo riusciti a fare in presenza con una o più classi.
* Come corollario del precedente, abbiamo notato una buona crescita complessiva delle capacità e attitudini di lavorare nel gruppo locale, molto positiva soprattutto per chi ha difficoltà nelle specifiche materie.