Chi sono

 



LE PERSONE COINVOLTE


SEMENZA Carlo
Progettista e vera anima della costruzione della diga del Vajont. Fu lui che, con il geologo Dal Piaz, fece i primi rilevamenti per stabilire se il territorio fosse idoneo per la costruzione del bacino artificiale.

SEMENZA Edoardo
Geologo, figlio di Carlo, nel giugno del 1960 stese insieme a Franco Giudici una relazione sul Vajont, commissionata dalla SADE, nella quale veniva evidenziato ella relazione, mai inviata dalla SADE agli organi di controllo, si evidenzia il rischio che i la diga rimettesse in moto la frana del Toc. Questa relazione non sarà mai trasmessa dalla SADE agli organi di controllo.

DAL PIAZ Giorgio
Già funzionario del Magistrato delle Acque di Venezia, titolare della cattedra di Geologia all'Università di Padova, nel 1957, nonostante fosse già in pensione, diventa il geologo della SADE del progetto per la costruzione della diga del Vajont (sarà poi sostituito dal geologo Muller).

MÜLLER Leopold
Austriaco, fondatore della scuola geologica di Salisburgo, sostituirà Dal Piaz. A partire dal 22 marzo 1959 (domenica di Pasqua), giorno in cui un operaio di guardia al bacino di Pontesei – cinque chilometri in linea d’aria dal Vajont – muore sepolto da una frana, viene incaricato dalla SADE di un sopraluogo per comprendere la natura del terreno. Muller è il primo ad individuare sotto il monte Toc lo stato sfasciato della roccia. Una volta costruita la diga, dopo altri rilevamenti, è sempre Muller ad individuare una frana con un fronte di due chilometri, la famosa frana che poi sarà la causa del disastro del Vajont. Il 10 ottobre 1959, nel suo sesto rapporto geologico, proporrà alla SADE una serie infinita di indagini allo scopo di saggiare la stabilità dei fianchi del futuro serbatoio idroelettrico.

BIADENE, Alberico Nino
Alla morte di Carlo Semenza responsabile del progetto diventa il suo vice, E' lui che diede si assunse la responsabilità di portare a quota 710 s.l.m. l’invaso del Vajont. Solo dopo i primi movimenti della frana decise di abbassare il livello dell'acqua della diga fino a quota 695. Il 27 settembre 1962 fu ancora Biadene dare l’ordine di cominciare lo svaso del bacino. Al processo, Biadene, assieme a Sensidoni, sarà riconosciuto colpevole di inondazione aggravata dalla previsione degli eventi compresa la frana e gli omicidi. Sarà condannato a 5 anni di reclusione di cui 3 condonati.

GHETTI, Augusto
Titolare dell'Istituto di Idraulica dell'Università di Padova. La SADE lo incarica di studiare le possibili conseguenze di un disastro ambientale che potrebbe coinvolgere la diga del Vajont. Nel Centro modello idraulici di Nove di Vittorio Veneto, proprietà della SADE, Ghetti allestisce dei modellini per valutare la dinamica di caduta della frana e le sue conseguenze. Le prove terminano nell'estate del 1962, il 3 luglio Ghetti presenta una relazione alla SADE.

PENTA FRANCESCO
Consulente esperto del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è il relatore del progetto Vajont. E’ quindi a lui che la SADE deve l’approvazione ministeriale del progetto. Penta è stato anche consulente privato della SADE per l'impianto di Pontesei.

SENSIDONI Francesco
Responsabile del ministero dei Lavori Pubblici della sezione dighe e membro della commissione di collaudo della diga del Vajont. Al processo, assieme a Biadene, sarà condannato a 5 anni di reclusione (tre condonati) per inondazione aggravata dalla previsione degli eventi compresa la frana e gli omicidi.