
Completiamo queste note riprendendo in considerazione i comportamenti descritti nella prima parte, con l'intento di spiegare, da un punto di vista fisico, perchè sono da evitare.
È vero che il motore lavora meglio
quando è caldo, però non è indispensabile tenere la
macchina ferma a motore acceso, magari pigiando sull'acceleratore, per
scaldarla. Molto meglio partire dopo essersi sistemati ed aver allacciato le
cinture, muovendosi senza brusche accelerate ed evitando di forzare il
motore, fino a quando non ha raggiunto la giusta temperatura.
In questo
modo si evita un inutile inquinamento locale e si permette una migliore
circolazione dell'aria per rendere il riscaldamento più uniforme.
Una volta che ci si è messi in movimento raggiungere rapidamente la velocità desiderata e mantenerla il più possibile, frenando solo all’ultimo momento.
È
già stato evidenziato quanto può essere dannoso accelerare
eccessivamente a motore freddo, ma anche quando è caldo, non
sollecitarlo più del necessario, per far durare più a lungo
tutti gli organi meccanici, inoltre i passeggeri vi saranno grati se avrete
una guida morbida.
La frenata all'ultimo momento, oltre a causare
tutti i problemi delle forti accelerazioni, rende la guida meno sicura
(c'è meno margine per gli imprevisti) e penalizza i consumi
perchè non è sfruttata l'energia cinetica del veicolo, ma viene
dissipata nei freni tutta alla fine.
La discesa è un’ottima occasione per risparmiare benzina, basta scendere in folle, meglio ancora a motore spento; se l’automobile acquista una velocità eccessiva basta frenare ripetutamenteamente.
In discesa
parte dell'energia potenziale persa verrebbe convertita in energia cinetica,
per evitare un aumento della velocità bisogna smaltire in qualche modo
questo eccesso di energia; nei freni questo viene fatto convertendola in
energia termica con conseguente aumento della temperatura dei freni stessi.
Se l'azione dura per molto tempo si può raggiungere temperature
dannose per l'impianto con una pericolosa perdita di efficacia.
La discesa
a motore spento e marcia innestata deve essere assolutamente evitata per non
provocare gravi danni alla meccanica ed al motore del veicolo a causa
dell'accumularsi di una quantità eccessiva di carburante nelle camere
di scoppio.
Dopo una manovra di sorpasso bisogna rientrare al più presto.
![]() | Molti automobilisti probabilmente non si rendono conto che un sorpasso coinvolge anche il veicolo sorpassato; un brusco rientro provoca una diminuzione della velocità relativa fra i veicoli nel senso di marcia, se il rientro è troppo anticipato si rischia di tagliare pericolosamente la strada al veicolo appena sorpassato. |
Le cinture di sicurezza sono una fastidiosa imposizione che può risultare dannosa in caso di incidente, poichè non permette di uscire liberamente dalla vettura dopo il sinistro, inoltre, in città non servono perchè la velocità è bassa.
Durante un urto le accelerazioni sono molto elevate, anche a velocità relativamente basse, senza un adeguato sistema di ritenzione è inevitabile andare a sbattere contro il parabrezza od altre strutture ferendosi in modo serio. L'eventualità di dover abbandonare il veicolo rapidamente dopo l'incidente è piuttosto rara, e ben difficilmente, una persona che ha subito un grave trauma è in grado di abbandonare l'auto senza l'aiuto dei soccorritori.
Anche per un bambino molto piccolo, la forza necessaria, per trattenerlo in caso di incidente, è dell'ordine delle migliaia di newton, solo l'apposito seggiolino riesce ad esercitare le forze adeguate, se poi il bambino è tenuto in braccio indossando le cinture, in modo da trattenere anche il suo corpo, la situazione diventa ancora più pericolosa, perchè rimarrebbe schiacciato fra la cintura ed il corpo dell'adulto che avrebbe dovuto proteggerlo.
Lo spazio di frenata dipende soprattutto dal coefficiente di
aderenza, I freni di qualsiasi automobile sono già dimensionati con
una certa larghezza, in assenza di un dispositivo ABS dei freni più
grandi avrebbero come risultato di rendere più probabile il bloccaggio
delle ruote, aumentando lo spazio di arresto.
Se fosse comunque possibile
diminuire in qualche modo gli spazi di frenata, ci sarebbe sempre un limite
fisiologico legato alle accelerazioni massime sopportate dal corpo umano.
Se fosse vero quanto affermato avremmo
trovato il modo di creare energia dal nulla (da dove salta fuori l'aumento di
energia cinetica che avrebbe il veicolo?).
In realtà, in questo
fenomeno, il conducente vede tradite le sue aspettative, premendo sul pedale
del freno l'automobilista si aspetta che la sua auto rallenti come sempre,
a causa del basso coefficiente di aderenza invece le ruote si bloccano e
l'auto sembra che scivoli via senza nessuna intenzione di fermarsi. In questa
situazione, anche l'ABS non è di nessuna utilità per via del
basso coefficiente di aderenza e della mancanza di un eventuale accumulo di
materiale (ghiaia, neve, fango) che ostacolerebbe l'ulteriore avanzamento del
mezzo.
La velocità influisce
sensibilmente sul consumo per valori superiori a circa 80 km/h, quando
diventano rilevanti le forze d'attrito nel mezzo, che dipendono dal quadrato
della velocità.
A basse velocità hanno maggiore influenza
l'attrito di rotolamento e soprattutto la condotta di guida. Le
caratteristiche dei motori automobilistici sono tali che hanno un rendimento
massimo, e quindi consumi contenuti, entro un certo intervallo della
velocità di rotazione, calando sensibilmente al di fuori di questo.
Una guida fluida, in cui si evitano brusche accelerazioni e frenate,
garantisce quindi consumi più contenuti, legati comunque alla potenza
richiesta al motore.
Forse non esiste un
concetto più confuso fra gli automobilisti quale quello del rapporto
peso - potenza. Un'automobile comune, se ha un motore potente, deve essere
per forza pesante, perchè è dimensionata per sopportare
sollecitazioni maggiori rispetto ad una di piccola cilindrata. Ma affermare
che per questo sia anche più sicura è privo di fondamento.
Un'automobile pesante all'apparenza sembra più stabile, ma questo
è vero solo finchè è ferma; una volta in moto, le forze
a cui è soggetta, per esempio in curva, sono proporzionali alla sua
massa e la sua sicurezza dipende solo dall'assetto, analogo ragionamento
vale anche in caso di frenata. Del resto, nelle auto da competizione, si
cerca di ridurre il più possibile i pesi, proprio per consentire, per
il secondo principio della dinamica, maggiori accelerazioni, per esempio una
vettura di furmula 1 pesa quanto una piccola utilitaria pur avendo una
potenza venti volte superiore, mentre se consideriamo un mezzo fuoristrada,
questo risulta molto pesante ma meno sicuro a causa del baricentro alto che
può renderlo instabile nelle curve affrontate a velocità
elevata.
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