
Una volta individuate le nozioni di base, e la loro applicazione specifica
in campo automobilistico, passiamo ad una riflessione, con lo scopo di
applicare quanto è già stato visto, non solo per una maggiore
comprensione del mezzo, ma anche per una ulteriore ricerca migliorativa.
![]() | Le case
automobilistiche e gli appositi centri di sperimentazione e collaudo,
effettuano prove molto severe per verificare il comportamento delle
autovetture in caso di urto violento. Nel filmato a sinistra si vede una di queste prove. Secondo le norme Euro NCAP, in una di queste prove, la vettura è lanciata frontalmente contro un ostacolo deformabile, che copre il 40% del muso, alla velocità di 56 km/h. Per la sicurezza degli occupanti, l'automobile deve avere una struttura con un comportamento differenziato in caso di urto. | |||||||||||||||||||||||||||||||||
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L'immagine a lato mostra l'automobile testata nell'attimo prima
dell'impatto, nell'immagine successiva vediamo ciò che ne resta
subito dopo. Come si può notare. l'automobile ha subito la completa
deformazione dell'avantreno, mentre l'abitacolo è rimasto
relativamente intatto, salvaguardando l'incolumità degli occupanti.
È importante sottolineare che, anche se l'abitacolo non subisce grosse deformazioni, questo non significa che per i passeggeri non ci saranno danni in caso di urto. Infatti, durante l'urto, l'automobile riduce a zero la sua velocità in un tempo molto breve, ed in uno spazio pari alla sua deformazione. L'accelerazione media, durante l'arresto, si può calcolare con la formula: a = V2/2DL dove DL corrisponde alla deformazione dell'avantreno subita dal veicolo a causa dell'urto.La tabella riporta indicativamente le accelerazioni in gioco supponendo una forza deformante proporzionale alla deformazione stessa, valutata di circa un metro per la velocità del test; la terza colonna confronta questa accelerazione con l'accelerazione di gravità g. Da essa si nota che un urto, anche a bassa velocità, può causare già qualche conseguenza, e ci sono ben poche possibilità di salvarsi se l'urto avviene ad oltre 50 km/h, qualora non ci sia stata una frenata precedente. Il nostro organismo è in grado di sopportare, senza conseguenze un'accelerazione circa doppia a quella di gravità fino ad un massimo di quattro, cinque volte g. Oltre questi valori anche i sistemi di sicurezza passiva (cinture e airbag) diventano inutili, poichè si avrebbero comunque lesioni interne. |
| La tabella riporta i valori massimi di
velocità consigliati per affrontare la curva in piena sicurezza, in
funzione del raggio di curvatura, l'accelerazione prevista è di circa
2 m/s2, corrispondente ad un coefficiente di aderenza pari a 0,2.
Questo valore potrebbe sembrare basso, tenendo conto che, con gomme in buone condizioni ed asfalto asciutto, si arriva anche a 0,75. La limitazione è necessaria perchè bisogna tener conto anche delle altre forze eventualmente scambiate fra ruota e terreno e della possibilità di frenare senza pericolo in caso di emergenza. |
![]() | Durante la discesa il veicolo
acquista velocità a causa della componente: F= = P sena parallela al suolo. Inoltre diminuisce anche la forza scambiata tra ruota e strada, poichè è proporzionale alla forza F | = P cosa Questo fatto limita la pendenza massima superabile (anche in salita) al valore: amax = arctg ma |
Considerando, per sicurezza, un coefficiente di aderenza di 0,3,
ne risulta una pendenza massima del 30%, corrispondente ad un angolo di
circa 17°.
Per evitare un pericoloso aumento di velocità, è
indispensabile frenare la corsa del veicolo. Ciò si può fare
in due modi:

![]() | Per limitare il consumo di carburante bisogna analizzare più a fondo il comportamento del motore. Per esempio, nel grafico a fianco, vediamo come cambia il rendimento di un motore a ciclo otto, in funzione del regime di rotazione. Il rendimento all'albero si ottiene come prodotto dei tre termini: h = h0 hQi hlim h0 è detto
rendimento organico e tiene conto delle perdite meccaniche dovute alle
forze d'inerzia, come si vede dal grafico, cala fortemente all'aumentare della
velocità di rotazione. |
Sicurezza e risparmio sono un'ottima cosa, però
un viaggio, soprattutto se lungo, deve essere anche confortevole.
accelerazione e frenata
Quando l'automobile
subisce una variazione di velocità, i suoi occupanti percepiscono
una forza che tende a spostarli dalla loro posizione. Il fenomeno è
dovuto alle forze d'inerzia, i passeggeri, per il principio di Galileo,
tenderebbero a proseguire con moto rettilineo uniforme, la struttura stessa
della vettura ci comunica le forze necessarie al cambiamento di velocità,
calcolabili con il secondo principio della dinamica:
F = ma
Le accelerazioni in gioco sono le stesse che sente la
vettura, per una guida confortevole è consigliabile non superare
l'accelerazione di 1 m/s2.
Un interessante indice del comfort
di un'autovettura è il così detto jerk, che corrisponde
alla variazione dell'accelerazione riferita al tempo:
j =da/dt
Si misura in m/s3, per avere una
guida confortevole il suo valore deve essere basso, ovvero le accelerazioni
e quindi le forze applicate, devono variare lentamente per evitare sensazioni
sgradevoli.
le vibrazioni e gli scossoni
La marcia su terreno accidentato risulta molto scomoda a
causa delle sollecitazioni periodiche a cui si è sottoposti. Lo
studio del comportamento di un'automobile in questa situazione è
molto complesso ed influenzato da molti parametri.
![]() | La figura rappresenta il modello
dinamico di un'automobile, la massa M dell'automobile appoggia sulle ruote
per mezzo delle sospensioni di costante elastica k2 e con un
coefficiente di smorzamento c. A sua volta la ruota, di massa m, è a
contatto del terreno per mezzo del pneumatico che si suppone, per
semplicità, perfettamente elastico e di costante elastica k1
. Le sollecitazioni sono simulate da un profilo stradale di forma sinusoidale con lunghezza d'onda l ed ampiezza h. | ||||||||||||||||||
| Per un buon comfort è molto importante stabilire un corretto valore del coefficiente di smorzamento c. La sua determinazione dipende dai coefficienti di elasticità k secondo una formula proposta da B. de Carbon. | |||||||||||||||||||
| La risposta del veicolo dipende dalla sua velocità,
il grafico a sinistra rappresenta lo spostamento massimo, verticale della
ruota, riferito all'ampiezza h. I parametri utilizzati hanno i seguenti valori:
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![]() | Il secondo grafico rappresenta invece gli spostamenti della scocca. Le due curve di ogni grafico rappresentano il comportamento di una normale autovettura e di un veicolo fuoristrada. Per entrambi si è supposto una sollecitazione di lunghezza d'onda l = 0,4 m. Come si può notare, per entrambi i veicoli esiste un picco attorno ai 40 km/h, a questa velocità i veicoli diventano ingovernabili, a causa del distacco del pneumatico dalla sede stradale. | ||||||||||||||||||
Per basse velocità invece, vediamo che le ruote rimangono aderenti al terreno, mentre l'abitacolo cerca di seguire l'andamento del terreno provocandoci fastidiosi scossoni.